La domanda dal punto di vista economico mi sembra solo questa:
-abbiamo
ancora bisogno di altri impianti sportivi che, dopo essere stati
utilizzati un mese vadano pian piano in malora costituendo solo una
spesa per la comunità che anni dopo dovrà smantellarli?
La storia delle
ultime olimpiadi invernali in Italia mi sembra ci dica proprio questo,
spreco di soldi e debiti per le prossime generazioni.
Parlando invece dal punto di vista morale: credo che le olimpiadi siano ingiustificabili,
lo stato concede premi in danaro e onoreficenze a chi vince medaglie
(che poi, se ci sa fare con gossip e amori, si arricchisce con
pubblicità, interviste ecc.) mentre taglia finanziamenti allo sport di
base quello che aiuterebbe tanti bambini a crescere meglio, ho
volutamente trascurato il tema del doping, parlarne a proposito di
competizioni internazionali sarebbe come sparare sulla croce rossa,
visto che è diffuso, anche a livello amatoriale, in tutti gli sport
competitivi.
Ho visto recentemente delle magliette con questa scritta:
"No alle Olimpiadi! Lo sport si fa per piacere non per mestiere. CONI? No grazie."
Mi sembra dovrebbe riassumere tutta la filosofia dei veri sportivi di questo millennio, non basta opporsi ad una economia predatoria, basata su una finanza autoreferenziale che inventa "capitali" senza beni che gli corrispondano, bisogna anche rifondare lo sport, azzerandone il valore di spettacolo, ignorare il risultato agonistico e di competizione, valutandone invece solo il valore ludico.
Per ora sono poche le realtà organizzate che si muovono in questa direzione, ma sono comunque un segnale che fa ben sperare.
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